Erano quattro amici al bar, ma non volevano cambiare il mondo come nella celebre canzone di Gino Paoli. Più semplicemente, volevano dare risposta a un interrogativo che da tempo si rimpallavano.Chi sono i più forti di Rubiera? Ogni fine settimana decine di partitelle sulla pista parrocchiale.
Le squadre, sempre le stesse da anni. Compagnie di amici contro: una volta vinceva una, una volta toccava all’altra, con inevitabili sfottò per il resto della settimana. Ma serviva qualcosa di più per assegnare definitivamente l’etichetta di migliori del paese. La via era obbligata: organizzare un torneo, dare una struttura regolata alle partitelle del week end.
L’idea nasce in viale Resistenza, al bar tabaccheria di Rana (Ivan Ronchetti), uno dei quattro amici. Gli altri sono Tirro (Massimo Tirelli), Gix (Virgilio Forgione) e Flenga (Andrea Ruozzi). Sono loro gli inventori del torneo in pista: elaborano la proposta e cominciano a farla circolare in paese. Il punto irrinunciabile è uno solo: squadre composte solo da rubieresi, sono vietati i rinforzi provenienti da fuori. Il concetto base è quello di una competizione tra compagnie.
Il successo è immediato, le adesioni numerose. Per passare dall’idea alla pratica però era necessario un appoggio importante.
L’uomo chiave è don Gustavo Dossi, che accoglie con entusiasmo la proposta dei ragazzi. L’Arciprete ha sempre avuto un debole per le iniziative capaci di aggregare i giovani in parrocchia.
L’oratorio e la pista, del resto, erano nati proprio con questa finalità.
Ecco allora che Don Dossi assicura la disponibilità totale della pista per le partite del torneo, fornisce i palloni e controlla che l’andamento della competizione sia regolare e corretto. Non si perde una partita, l’Arci. E quanto è il caso, interviene tempestivo. Se gli animi si scaldano, si fa sentire da bordo campo. Se scappa qualche parola di troppo, arriva anche la sospensione della partita. Resteranno casi isolati, ma almeno un paio di stop per linguaggio inadeguato al contesto del torneo si ricordano.
La prima edizione è datata 1989, vent’anni fa.
Si gioca al pomeriggio, nei sabati e nelle domeniche di inizio estate.
E’ un torneo in versione ancora artigianale. Per distinguersi, le squadre scelgono delle semplici t-shirt monocolore, acquistate al mercato del sabato, la mattina prima dell’inizio delle partite. Vincono “quelli di Rana”: accadrà ancora per molti anni, generando la piccola leggenda di una squadra imbattibile.
Già dall’anno successivo, la manifestazione diventa più strutturata: più cura per il campo di gioco, maglie da calcio vere, sponsor per ogni squadra. Il salto di qualità definitivo arriva però quando Don Dossi traduce in realtà un’idea che sembrava impossibile: dotare di impianto di illuminazione la pista, per spostare le partite alla sera. E’ la svolta: il torneo si trasforma da affare calcistico per pochi appassionati ad appuntamento irrinunciabile per tutto il paese. Via della Costituzione, che costeggia dall’alto la pista parrocchiale, diventa il punto di ritrovo per tutta Rubiera. Non solo amici e conoscenti di chi gioca, ma anche amici di amici, curiosi, semplici passanti.
Si fermano tutti e il torneo in pista diventa uno dei momenti più attesi dell’estate in paese.
Gli spettatori, più o meno interessati, sono centinaia ogni sera, tanto che il Comune concede agli organizzatori di chiudere Via della Costituzione. Le persone più attente alla partita si aggrappano alla ringhiera o si siedono nella collinetta dietro la porta sud, dalla parte della croce. Diventa quasi la curva di uno stadio, coi tifosi più accesi pronti a sostenere i propri amici. In via della Costituzione, invece, tanti passano anche solo per due chiacchiere.
L’ombelico del mondo rubierese, per diversi anni, è il torneo in pista. Le cose si complicano col degrado della pavimentazione della pista. Il rifacimento immediato non è nelle possibilità finanziarie della parrocchia. Gli organizzatori sono costretti a traslocare: per un paio di edizioni si gioca negli impianti dell’area sportiva della Tetra Pak, ma è tutta un’altra cosa.
Il torneo, esiliato dal centro del paese, perde fascino. E dopo due anni alla Tetra Pak, dal 1999 non si gioca più.
Rinasce nel 2003, per iniziativa di un nuovo gruppo di organizzatori. Rosola (Luca Iotti), Malla (Stefano Mallardi), Ferro (Luca Ferrari), Pierone (Pierluigi Setti) e Franco Strozzi sono i registi della rinascita, permessa anche dal rifacimento della pista. C’è anche un nome tutto nuovo: il torneo in pista diventa “Memorial Don Dossi”, omaggio dovuto al parroco che lo rese possibile con impegno e denaro.
Si riparte in grande stile: impianto stereo per annunciare le formazioni e diffondere musica tra una partita e l’altra, servizio – bar, la coppa portata sul campo in elicottero da Don Claudio la sera della finale, Gianni Morandi alla premiazione. Un trionfo insomma.
Nel 2004, in pista arriva il verde: si srotola l’erba sintetica, per un esperimento affascinante ma difficile da ripetere. Nel 2005 l’ultima edizione: vince l’Udor, per 4 anni rimasta campione in carica. Ora si inaugura un nuovo capitolo: si torna a giocare in pista, il successo è assicurato.
Siti della Parrocchia